Formazione 2024: avanti, nel segno della continuità

Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia

Si è chiuso il 2023 e il nuovo anno si affaccia carico di impegni e di speranze, oltreché di immancabili difficoltà e sfide. È tempo di bilanci, ma anche di programmazione, che coinvolge tutti i settori e tutte le attività. Tra queste, la formazione ha sicuramente un ruolo prioritario. Un’analisi di quanto realizzato nell’anno appena concluso è il miglior approccio per dare un indirizzo e un rinnovato impulso al futuro da costruire con le nostre intelligenze e i nostri cuori. Ne parliamo, come di consueto con il Direttore generale dell’ITAL, Maria Candida Imburgia.


Anche nel 2023 la formazione è stata fondamentale per qualificare l’attività dell’Ital. È così?

Non vi è alcun dubbio. L’Ital ha sempre attribuito un valore strategico alla formazione, strumento indispensabile per mantenere alti gli standard qualitativi dei servizi prestati ai cittadini. Va detto che quest’anno, dopo la lunghissima parentesi segnata dall’emergenza Covid, abbiamo ripreso ad organizzare corsi di formazione in presenza, sia presso la sede centrale sia nelle sedi locali. Ovviamente, abbiamo proseguito anche nella formazione a distanza, in particolare per gli incontri con gli operatori delle sedi estere e per i corsi di aggiornamento su argomenti specifici di attualità rivolti a tutti gli operatori di Patronato e ai dipendenti della sede centrale.


Vogliamo dare anche, brevemente, qualche numero sull’attività svolta?

Abbiamo realizzato 50 incontri formativi, con la media di uno a settimana, erogando circa 350 ore di formazione. In molte delle singole sessioni sono stati coinvolti oltre 100 partecipanti. Insomma, risultati importanti anche dal punto di vista quantitativo. Al di là dei numeri, quel che conta, ovviamente è l’alto livello qualitativo della preparazione, garantito dalla professionalità dei vari responsabili di area, ma anche dei nostri esperti e di alcuni ospiti esterni che ci hanno onorato della loro presenza, offrendo un fondamentale valore aggiunto a un programma già denso di contenuti essenziali per la nostra attività.


Quali capitoli sono stati affrontati?

Innanzitutto, ci sono state le riunioni periodiche con i coordinatori regionali, con l’obiettivo di promuovere un momento operativo di riflessione sulle esigenze manifestate dal territorio e sulle possibili soluzioni da intraprendere. Grande attenzione, poi, è stata riservata al progetto “Operatori al centro”, tornato a pieno regime dopo la pausa forzata a causa del Covid. Come abbiamo già avuto occasione di ricordare in altre circostanze, partecipare a questo percorso, per i nostri operatori territoriali vuol dire avere l’opportunità di conoscere la struttura centrale, i colleghi della sede nazionale e l’operatività di tutte le singole aree. “Operatori al centro”, però, significa anche considerare questi nostri lavoratori al centro di attenzione e di interesse, in quanto portavoce di esigenze da cui cogliere suggerimenti e sollecitazioni. Come è noto, questi incontri sono l’occasione per uno scambio di informazioni tecniche e per mettere a fattor comune le reciproche esperienze, con l’intento di implementare la sinergia tra sede centrale e sedi decentrate. Inoltre, si sono svolti corsi di formazione specialistica, di supporto al territorio, di aggiornamento su argomenti di attualità previdenziale o di natura organizzativa e corsi di formazione al personale dipendente della sede centrale oltre a quelli obbligatori per l’area Servizio civile. Infine, ma certamente non per importanza, da segnalare anche i corsi di supporto agli operatori all’estero. Come si può vedere, dunque, seppur tratteggiato molto sinteticamente, emerge un quadro di interventi dettagliato, articolato e di ampio respiro che racchiude tutti gli argomenti sui quali il Patronato è chiamato a svolgere la propria attività.


E per il 2024?

Andremo avanti nel segno della continuità. Il nostro ruolo non può svolgersi senza formazione. La conoscenza è il presupposto per offrire un servizio di qualità e per risolvere efficacemente i problemi di coloro che ripongono in noi la loro fiducia. La formazione è una strategia per conoscere e imparare con la forza del coinvolgimento. Non è solo una questione di nozioni, ma di responsabilizzazione per raggiungere, insieme, l’obiettivo che è quello della tutela e dell’assistenza delle persone. E questo sarà il nostro impegno anche per il nuovo anno che, ne siamo certi, darà, ancora una volta, risultati eccellenti.

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